EGITTO
© Roberto Breschi
Sommario. Dopo essere stato verso l’anno mille il più importante regno dell’Islam, una progressiva decadenza condusse l’Egitto sotto il potere dei turchi, prima (1250) dei mamelucchi, una potente casta militare di ex schiavi turchi e circassi, e quindi direttamente degli ottomani di Costantinopoli. Questi ultimi nel 1517 incorporarono l’Egitto nel loro impero ma lo abbandonarono presto a se stesso, cosicché in pratica tornò in mano della casta dei mamelucchi, che lo fece precipitare in una profonda crisi sociale e nell’anarchia. Tuttavia nel 1805 un militare turco-albanese, Muhammad Alì, prese in mano le sorti dell’Egitto. I mamelucchi, già sconfitti da Napoleone, furono sottoposti dal nuovo sultano ad una vera e propria persecuzione e furono costretti ad abbandonare il paese (1811). Alì fece dell’Egitto uno stato autonomo, sia pur legato all’Impero Ottomano, e ne estese il territorio fino al Sudan e alla Nubia. Indebolito da dissidi interni, il paese fu occupato dai britannici nel 1882, ma nel 1923 diventò un regno indipendente anche se dovette rinunciare al Sudan. Un colpo di stato rivoluzionario instaurò nel 1952 la repubblica. Il nuovo regime, che perseguiva una politica di unità araba, promosse la formazione con la Siria di una Repubblica Araba Unita (RAU), sciolta dopo pochi anni (1961). Una nuova unione araba, questa volta con la Siria e la Libia (Unione Repubbliche Arabe)  fu tentata nel 1972/75, ma anche questa volta con scarsa fortuna.


Sultanato Mamelucco, Mamlûk, fino al 1805/1811


     
Bandiera marittima (mercantile e da guerra), relativa alla potente casta dei mamelucchi che, approfittando del disinteresse di Costantinopoli, detenevano in pratica il potere in Egitto. Dovrebbe essere scomparsa tra il 1805 e il 1811, quando i mamelucchi, già sconfitti da Napoleone, furono perseguitati e infine cacciati dal paese dal sultano Muhammad Alì. Continuò tuttavia ad essere riportata su molte carte fino ad oltre la metà del XIX secolo. La bandiera fu la protagonista di uno fra i più celebri “abbagli” vessillologici. Qualcuno, equivocando sul nome Mamluk, attribuì la bandiera a Memel, il porto del mar Baltico, che nulla ha a che fare con l’Egitto; altri poi copiarono l’errore.


Protettorato Britannico d'Egitto, British Protectorate of Egypt, 1914 (sec. XIX)-1923



Bandiera nazionale in uso dalla costituzione del protettorato britannico (18 dicembre 1914); sostituita nel 1923. Riportata in proporzioni 1/2. La bandiera in realtà era ben nota nel XIX secolo, introdotta da Muhammad Alì come stendardo personale, e costituì un segno di distinzione tra l’Egitto e l’Impero Ottomano. Il significato dei tre crescenti è incerto; probabilmente rappresentavano la sovranità del kedivè su Egitto, Sudan e Nubia.


Regno d'Egitto, Misr, Al-Mamlaka i'-Masriya, 1923-1952
Repubblica Egiziana, Al-Jamhuriya Misr, 1952-1958


Bandiera nazionale, di stato e mercantile, adottata ufficialmente il 10 dicembre 1923, dopo la fine del protettorato britannico e la costituzione del regno indipendente. Confermata nel 1952 allorché la monarchia fu rovesciata e proclamata la repubblica; sostituita nel 1958, con la nascita della RAU. Proporzioni 2/3. Il campo verde, nettamente contrapposto a quello rosso della bandiera ottomana e di quella del kedivè, fu ripreso dai vessilli agitati durante i moti indipendentisti del 1919; il verde era anche il colore degli haggi, i pellegrini alla Mecca e simbolo della fertilità del Nilo. Il crescente e le tre stelle stavano per le tre religioni del paese, l’islamica, la cristiana e l’ebraica.






Nello stesso periodo, la bandiera nazionale con l'aggiunta nel cantone di due àncore o di due spade incrociate serviva da bandiera militare rispettivamente della marina e dell'esercito.



Repubblica Araba Unita, RAU, Misr, Al-Jamhuriya al-'Arabiya al-Muttahida, 1958-1971



La precedente bandiera verde non fu subito sostituita ma era spesso affiancata da un tricolore rosso, bianco e nero, detto “della liberazione araba” perché aveva guidato i rivoltosi contro la monarchia. La nuova bandiera nazionale, di stato e mercantile entrò in uso dal 10 aprile 1958 in seguito alla formazione con la Siria della Repubblica Araba Unita (RAU), il 1° febbraio 1958. Due stelle verdi furono aggiunte sulla bandiera della liberazione araba in rappresentanza dei due stati, ove restò in vigore fino al distacco della Siria, nel 1961. Dopo tale anno, l’Egitto mantenne denominazione e bandiera fino a tutto il 31 dicembre 1971. Con l'aggiunta del verde si completava sulla bandiera la quaterna dei colori panarabi. La bandiera della marina militare manteneva nel cantone le ancore in decusse e era alzata anche sul bompresso. Analogamente, la bandiera dell'esercito aveva le spade.







Repubblica Araba d'Egitto, Misr, Al-Jamhuriya Misr al-'Arabiya, 1972-1984





Bandiera nazionale, di stato e mercantile, adottata il primo gennaio 1972 contemporaneamente agli altri membri dell’Unione delle Repubbliche Arabe, Siria e Libia. Mantenuta fino al 1984, più a lungo che altrove (in Libia fu abbandonata nel 1977 e in Siria nel 1980). Proporzioni 2/3. Il falco d’oro di Quraish, l’emblema sulla striscia centrale, artigliava un cartiglio con la scritta in arabo Ittihad al-Jamhuriyat al-‘Arabiya (Unione delle Repubbliche Arabe); sotto di esso il nome dello stato (Repubblica Araba d’Egitto). Senza quest’ultima indicazione, la bandiera fu anche quella dell’intera Unione (fino al 1975). Due ancore incrociate nel cantone per l'insegna marittima e il jack e due spade per la bandiera dell'esercito.







Repubblica Araba d'Egitto, Misr, Al-Jamhuriya Misr al-'Arabiya, dal 1984





Bandiera nazionale, di stato e mercantile ufficiale dal 4 ottobre 1984 e in uso dal giorno successivo. Proporzioni 2/3. Stessi colori delle precedenti bandiere repubblicane. Cambia invece l’emblema centrale, che raffigura l’aquila del Saladino, in oro, afferrante un cartiglio con il nome del paese. Il Saladino, il difensore dei territori islamici contro i crociati (seconda metà del XII secolo), è considerato eroe del mondo arabo, benché in realtà non fosse arabo, ma curdo.





Come da tradizione consolidata, quando la bandiera nazionale è usata come bandiera da guerra dell'esercito porta nel cantone due spade incrociate, mentre l'insegna della marina e il jack hanno le ancore.



ALTRE BANDIERE

Bandiere di Capo di Stato

Bibliografia

J.W. Norie, J.S. Hobbs, Maritime Flags of All Nations, 1948 - Siebmacher’s Grosses Wappenbuch, 6, 1878 - Flag Bull., XI:2, 1972 e, 110, 1985 - W. Smith, Le bandiere. Storia e simboli, 1975 - Embl. et pavillons, 3, 1985 - Archivio CISV, scheda 72


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