© Roberto Breschi
Sommario. Trieste, libero comune dal 1295,
si pose nel 1382 sotto la protezione degli Asburgo, ai quali appartenne,
salvo il periodo napoleonico, fino al 1918, quando passò all’Italia.
Occupata dalla Jugoslavia in seguito agli accadimenti della seconda guerra
mondiale, nel 1947 Trieste con il suo territorio fu provvisoriamente sistemata
in due zone di influenza (A e B) che costituirono il Territorio Libero
di Trieste. Nel 1954 la città con la zona A tornò all’Italia
mentre la zona B restò alla Jugoslavia.
Territorio Libero
di Trieste, 1947-1954
Dal 1947 all'ottobre del 1954, la bandiera civica
di Trieste fu usata anche per il Territorio Libero di competenza italiana.
Quella che comunemente è considerata un'alabarda è in
realtà una "corsesca", arma diffusa dai còrsi. All'origine
rappresentava forse una croce o un giglio e fin dai primordi (secolo
XIV) fu simbolo comunale. La bandiera rossa con la corsesca bianca, ancor'oggi
bandiera civica triestina, è invece di introduzione recente (periodo
tra le guerre mondiali).
ITALIA
Bibliografia
Armi Antiche,
1977 - Vex. Ital., 2-3, 1977 e 1, 1997
© Roberto Breschi
Sommario. Libero comune nel medioevo, Fiume,
a parte una breve parentesi veneziana (1508-9) e un’altra napoleonica
(1809-13), appartenne agli Asburgo dal 1466 al 1918, pur godendo di ampia
autonomia. Dopo la prima guerra mondiale (1920) fu proclamata la Reggenza
Italiana del Carnaro sotto la guida di D’Annunzio. Lo Stato Libero fu costituito
agli inizi del 1921, ma nel marzo 1922 l’Italia decise di annettere la città
(annessione riconosciuta nel 1924 anche dalla Jugoslavia). Dal 1945 Fiume
fa parte della repubblica di Croazia.
Reggenza Italiana del Carnaro, 1920-1921
Bandiera alzata durante il discorso pronunciato
da Gabriele D'Annunzio a Fiume il 12 settembre 1920, alcuni giorni dopo
la proclamazione della Reggenza (8 settembre), pendente in forma di gonfalone
da un'asta orizzontale e ornata di frange. Concepita dallo stesso poeta,
aveva il colore vermiglio dei vessilli veneziani e portava due cantoni al
battente (diventate code sul gonfalone) con i tricolori di Fiume e d'Italia.
Al centro del drappo, un cerchio d'oro formato da un serpente, simbolo di
perfezione e di eternità, racchiudente le stelle dell'Orsa Maggiore,
guida per i naviganti, con in basso un nastro con il motto di sfida Quis
contra nos? Lo stesso D'Annunzio, forse non del tutto soddisfatto dall'estetica
della bandiera, propose anche un modello privo dei tricolori. Tale versione
è ancora conservata e sarebbe stata alzata (semmai lo fu) sul mare,
durante la cattura del mercantile Cogne - una delle spettacolari azioni
guidate dal poeta - il 2 settembre, dieci giorni prima del discorso di Fiume.
Stato Libero di
Fiume, 1921-1922
Bandiera dello Stato Libero dal giorno dell'insediamento
del nuovo governo dopo le dimissioni di D'Annunzio (2 febbraio 1921) fino
all'annessione all'Italia (3 marzo 1922). Durante questo agitato periodo,
la bandiera non poté che essere quella civica, a strisce orizzontali
rosso vinato, giallo e azzurro cobalto. La bandiera del comune e della città
di Fiume era in uso corrente da circa il 1846, diventò ufficiale nel
1870 e durò fino al passaggio alla repubblica di Croazia (1945).
Talora portava al centro lo stemma che la città aveva ottenuto nel
1659 e dal quale la bandiera traeva i colori.
ITALIA
Bibliografia
Armi Antiche, 1969 - Vex. Ital. 1, 1978 e 2-3, 1978;
1, 1997; e 1 (53), 2002
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