SPAGNA - Bandiere di Capo di Stato

© Roberto Breschi

Regno di Spagna, Reino de España, 1700-1761





Stendardo reale di Filippo V, primo Borbone salito sul trono di Spagna il 24 novembre 1700 (ma riconosciuto da tutte le potenze europee solo nel 1713/14 con i trattati di Utrecht e di Rastadt, che posero fine alla guerra di successione spagnola). Mantenuto dai figli Luigi e Ferdinando che gli succedettero e cambiato nel 1761. Drappo cremisi, quadrato; al centro lo stemma reale con le armi di Castiglia e León inquartate e di Granada nel 1° quarto, di Aragona e di Sicilia nel 2°, d'Austria, di Borgogna antica e di Fiandra nel 3°, di Borgogna moderna, del Brabante e del Tirolo nel 4°; sul tutto lo scudetto azzurro con i gigli d'oro per la nuova dinastia borbonica. Collare dell'Ordine del Toson d'Oro e croce dell'Ordine dello Spirito Santo con nastro azzurro.


Bandiera reale armeggiata, vale a dire formata dagli stessi elementi araldici presenti sullo stemma, in uso dal 1700 al 1761. Drappo quadrato. Era alzata a terra, in particolare sul palazzo reale, mentre lo stendardo cremisi aveva applicazioni soprattutto marittime.


Regno di Spagna, Reino de España, 1761-1931



1761-1843



1843-1868 e 1875-1914
Stendardo adottato nel 1761 da Carlo III, il terzo figlio di Filippo V a salire sul trono di Spagna (1756). Il drappo, quadrato, era rosso ma fu mutato in porpora (morado) nel 1843. Tale fu alzato la prima volta l'8 novembre 1843 giorno dell'incoronazione di Isabella II, figlia di Ferdinando VII, che era diventata regina nel 1833, quando aveva solo tre anni, in deroga alla legge salica (prammatiche sanzioni). Lo stendardo sarebbe rimasto sostanzialmente invariato sino al 1914 quando furono cambiati lo forma e gli accessori dello stemma, tranne che nei brevi periodi del governo rivoluzionario (1868-1871) e della prima repubblica (1874-1875).


1761-1868 e 1875-1914



1871-1873

Lo stemma assunto da Carlo III, che apparve sugli stendardi dal 1761 al 1914, aveva forma ovale. Le armi già presenti sulla versione precedente erano ridistribuite e ad esse si aggiungevano quelle dei Farnese e dei Medici. Tralasciando le partizioni, lo stemma era costituito da tre scudi ovali accollati. Sul principale, Aragona, Sicilia, Austria, Borgogna, Farnese, Toscana, Borgogna antica, Fiandra, Tirolo e Brabante; sul tutto, l'ovale intermedio con Castiglia e Leon a quarti alterni e Granada; al centro lo scudetto ovale con i gigli di Francia. Dopo i moti del 1868, tra il governo rivoluzionario e la prima repubblica, ci fu il breve regno di Amedeo I di Savoia, figlio del re d'Italia Vittorio Emanuele II, e, dal 19 marzo 1871 all'11 febbraio 1873, lo scudetto centrale dei Borboni fu sostituito con quello dei Savoia.


1914-1931


Alfonso XII, re dal 1875 al 1885, e il successore Alfonso XIII - dichiarato re ancor prima della nascita con la reggenza della madre Maria Cristina e effettivamente salito al trono sedicenne nel 1902 - confermarono il precedente stendardo. Tuttavia nel 1914 Alfonso XIII corresse la forma dello scudo da ovale a iberica, e aggiunse la croce nodosa di Borgogna. Il color porpora del drappo fu invece mantenuto. Il relativo decreto è del 18 febbraio 1914. Lo stendardo fu ammainato con la proclamazione della seconda repubblica, il 14 aprile 1931.


Bandiera armeggiata alzata sul palazzo reale, in uso dal 1761 al 1931 tranne che per brevi periodi (1868-1871 e 1871-1873). È possibile che durante il breve regno di Amedeo I di Savoia, anche su questa bandiera lo scudetto centrale con i gigli borbonici sia stato sostituito con l'arma dei Savoia, la croce bianca in campo rosso con bordo azzurro. Proporzioni 2/3. Al ritorno del re dopo la parentesi della seconda repubblica e il regime franchista, l'uso dello stendardo armeggiato non fu ripreso e sul palazzo reale è issata la bandiera di stato.


Repubblica Spagnola, República Española, 1931-1939



1931-1936



1936-1939
Bandiera del presidente della repubblica stabilita con ordinanza del ministero della Marina il 5 maggio 1931. Drappo rosso, quadrato, con lo stemma repubblicano posto al centro tra le iniziali del capo dello stato in oro. Con le lettere N e A fu utilizzata dal primo presidente Niceto Alcalá, in carica dall'11 dicembre 1931 al 7 aprile 1936. Con le lettere M e A fu la bandiera di Manuel Azaña, che fu presidente solo su parte del territorio nazionale durante il periodo cruciale della guerra civile, dall'11 maggio 1936 al 3 marzo 1939.


Stato Spagnolo, Estado Español, 1940-1975


Bandiera del "generalissimo" Francisco Franco (proclamato capo unico dello Stato il 1° ottobre 1936 in seguito al colpo di stato del luglio precedente), approvata il 6 luglio 1940 e durata fino alla morte del dittatore il 20 novembre 1975. Drappo cremisi, quadrato con la "banda di Castiglia" e le colonne d'Ercole. La banda, un segmento con gli estremi azzannati da due teste di drago forse ispirato a motivi architettonici, è un antico simbolo appartenente all'Ordine cavalleresco della Banda fondato da Alfonso XI di Castiglia nel 1332 per promuovere l'arte della guerra. Diventato presto espressione del potere della monarchia, fu utilizzato in vari modi dai Re Cattolici e da Carlo V.


Regno di Spagna, Reino de España, dal 1975





Stendardo del re Juan Carlos in uso dal giorno della sua proclamazione il 22 novembre 1975 e confermato dal Reglamento de banderas y estandartes del 21 gennaio 1977. Il vessillo era peraltro già noto dal 1971 come stendardo del principe (differiva solo per la corona, ovviamente principesca). Drappo quadrato, azzurro. Al centro lo scudo inquartato con le armi di Castiglia, Leon, Aragona e Navarra, con Granada in punta, coronato, accollato alla croce di Borgogna, ornato del collare dell'Ordine del Toson d'Oro, accompagnato dal giogo e dalle frecce dei Re Cattolici. I motivi della scelta dell'azzurro, colore di scarsa tradizione in Spagna, non sono chiari; forse un segno di rinnovamento.

Bibliografia
Rivista Marittima, suppl., 10, 1983 - R.L. Gómez Herrera, Compendio de las banderas de España, 2007


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