Cartolina inizio '900, Antonio Furlanetto illustratore. Gli stemmi sono quelli dei capoluoghi.
SICILIA

Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Trapani


Nota sulla denominazione delle province siciliane
  • In questa pagina gli enti in esame sono sempre indicati come "province". A rigore, la denominazione provincia è corretta a partire dal 1825 fino al 1946.
  • Nel 1946 la Sicilia diventa, prima in Italia, uno regione a statuto speciale con RD del 15 maggio 1946. L'art. 5 di tale decreto abolisce formalmente le province, trasformandole in liberi consorzi di comuni.
  • Nel 1955 i liberi consorzi ridiventano province, denominate province regionali (DL Presidente Regione n.6 del 29 ottobre). Il nome province è riconfermato nel 1963 (legge reg., n.16 del 15 marzo).
  • Nel 1986, le province siciliane sono ridefinite aggregazioni di comuni siciliani in liberi consorzi (legge reg. del 6 marzo)
  • Nel 2014, le province sono abolite: in realtà sopravvivono come liberi consorzi comunali, a eccezione di Palermo, Catania e Messina che diventano città metropolitane (legge reg. 24 marzo).




AGRIGENTO



Provincia di Girgenti, 1861-1927
Provincia di Agrigento

Istituita nel 1861 come "provincia di Girgenti" corrispondente all'omonimo ente del regno borbonico. Nel 1927 il nome fu cambiato il "provincia di Agrigento".
Capoluogo: Agrigento
Altre città: Sciacca, Licata, Canicattì, Favara
Sigla: 29 (1905-1927) - GI (1927-1928) - AG (dal 1928)

Bandiera: non risulta in uso
Gonfalone: azzurro (RD 25 ottobre 1938).


Stemma: partito semitroncato: il 1° di Agrigento (d'azzurro a tre giganti ignudi di carnagione, quello centrale di fronte, quelli ai lati controaddossati, poggianti su una pianura al naturale,  sostenenti una piattaforma d'oro, merlata alla guelfa, caricata del motto di nero: Signat Agrigentvm Mirabilis Avla Gigantvm, alle tre torri d'oro merlate alla guelfa sostenute dalla piattaforma, finestrate di nero; la torre di mezzo più alta, cimata dall'ostia d'argento caricata del monogramma di Cristo cimato da crocetta, di nero; la torre di sinistra finestrata a croce); il 2° di Sciacca (d'azzurro al cavaliere d'argento, rivoltato, armato, con l'elmo piumato di rosso, con la lancia in resta procedente da destra su un declivio erboso al naturale contro la fortezza torricellata di tre pezzi, d'oro; le torri cimate da bandierina dello stesso sventolante a destra; al sole raggiante d'oro, posto a destra nel capo); il 3° di Bivona (d'azzurro al crescente rivoltato d'argento accompagnato in punta da un ragno d'oro movente verso sinistra sulla pianura al naturale).

Sono rappresentate le armi dei capoluoghi dei tre ex-circondari che formavano la provincia.

Decreto di concessione: RD 15 aprile 1938.
Dal 1933 al 1943 portò il "capo littorio" (v. tavola relativa).

Stemma 1898: troncato. il 1° di Girgenti (di rosso a tre giganti ignudi di carnagione, quello centrale di fronte, quelli ai lati controaddossati, sostenenti una piattaforma d'oro, merlata alla guelfa, caricata del motto di nero: Signat Agrigentvm Mirabilis Avla Gigantvm, alle tre torri d'oro merlate alla guelfa sostenute dalla piattaforma, finestrate di nero; la torre di sinistra finestrata a croce); il 2° di Sciacca (campo di cielo, al cavaliere d'argento, rivoltato, armato, con l'elmo piumato di rosso, con la lancia in resta procedente da destra su un declivio erboso al naturale contro la fortezza torricellata di tre pezzi, d'oro; le torri cimate da bandierina dello stesso sventolante a destra; al sole raggiante d'oro, posto a destra nel capo), caricato del ragno d'oro di Bivona, a sinistra in punta.

Così appare sulla lapide celebrativa del I Congresso delle Province (Torino, 1898). L'arma di Agrigento è semplificata e ha il campo rosso. La seconda partizione unisce l'arma di Sciacca alla figura araldica del ragno d'oro, preso dallo stemma di Bivona.

Decreto di concessione: non rilevato

  




CALTANISSETTA



Provincia di Caltanissetta

Istituita nel 1861, confermando l'omonimo ente del Regno delle Due Sicilie. Nel 1927 cedette una parte del territorio alla nuova provincia di Castrogiovanni.
Capoluogo: Caltanissetta
Altre città: Gela, Niscemi, San Cataldo
Sigla: 14 (1905-1927) - CL (dal 1927)

Bandiera: risultano in uso due differenti modelli. Uno con lo stemma e il nome dell'ente (visibile sul palazzo della provincia); l'altro giallo con bordo azzurro e stemma al centro (esposto nell'ufficio del presidente).
Gonfalone: rosso cremisi (RD 21 settembre 1938).

        

Stemma: di rosso all'aquila d'oro al volo abbassato e rivoltata, afferrante due cornucopie d'oro decussate, rovesciate e fruttifere al naturale; caricata sul petto delle armi di Caltanissetta (di rosso al castello d'oro) coronate all'antica.

L'aquila è molto frequente nell'araldica civica siciliana. Qui sembra celebrare la ricchezza del territorio (cornucopie) sotto la guida della città capoluogo (lo scudetto).

Decreto di concessione: RD 28 marzo 1938.
Dal 1938 al 1943 portò il "capo littorio" (v. tavola relativa).

 



CATANIA




Provincia di Catania. 1861-2015
Città Metropolitana di Catania, dal 2015

Istituita nel 1861, confermando l'omonimo ente del Regno delle Due Sicilie. Nel 1927 cedette una parte del territorio alla nuova provincia di Castrogiovanni. Dal 4 agosto 2015 è "Città Metropolitana".
Capoluogo: Catania
Altre città: Acireale, Misterbianco, Paternò, Caltagirone, Adrano, Mascalucia
Sigla: 17 1905-1927) - CT (dal 1927)

Bandiera: non risulta in uso.
Gonfalone: bianco, con larga striscia azzurra in alto.


Stemma: inquartato; il 1° di Catania (d'azzurro all'elefante d'oro passante); il 2° di Caltagirone (d'argento alla croce di rosso); il 3° di Nicosia (di rosso alla croce d'argento); il 4° di Acireale (d'azzurro al castello torricellato di due pezzi, la torricella a destra cimata da un pennone bifido, quella a sinistra da un leone nascente, il tutto d'oro).

Lo scudo riunisce le armi dei capoluoghi dei circondari originari, compreso Nicosia, ceduto nel 1927 alla provincia di Enna. Sono mantenuti gli ornamenti esteriori di foggia antica.


Decreto di concessione: RD 7 luglio 1883.
Dal 1933 al 1943 portò il "capo littorio" (v. tavola relativa).

  



ENNA




Provincia di Castrogiovanni, 1927
Provincia di Enna

Istituita nel 1927, come "provincia di Castrogiovanni", sottraendo l'ex circondario di Piazza Armerina alla provincia di Caltanissetta e quello di Nicosia alla provincia di Catania. Il nome fu cambiato in "provincia di Enna" nello stesso 1927.
Capoluogo: Enna
Altre città: Piazza Armerina
Sigla: CG (1927-1928) - EN (dal 1928)

Bandiera
: non risulta in uso
Gonfalone: bianco con sottile bordo azzurro in alto e sui lati


Stemma: d'azzurro alla dea Cerere al naturale.

L'antica Henna era il centro siculo del culto di Demetra, la Cerere dei Romani. Qui è raffigurata con frutti e spighe di grano nella sinistra e con altre spighe nei capelli: Cerere era infatti considerata la "madre del'orzo e del grano" e dea dell'abbondanza. Con la destra alza una torcia per farsi luce nella ricerca della figlia Proserpina rapita da Plutone, dio degli inferi.

Decreto di concessione: RD 24 agosto 1928.
Dal 1933 al 1943 portò il "capo littorio" (v. tavola relativa).

  




MESSINA



Provincia di Messina, 1861-2015
Città Metropolitana di Messina, dal 2015

Istituita nel 1861, confermando l'omonimo ente del Regno delle Due Sicilie. Dal 4 agosto 2015 è "Città Metropolitana di Messina".
Capoluogo: Messina
Altre città: Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo

Sigla: 37 (1905-1927) - ME (dal 1927)

Bandiera: azzurra, con lo stemma provinciale completo.
Gonfalone: azzurro (DCG 30 marzo 1927).



Stemma: d'azzurro al leone coronato all'antica d'oro, tenente in palo una bandiera bifida di rosso crociata d'oro, svolazzante a sinistra, astata, cordata e fioccata d'oro. Motto: Fert Leo Vexillum Messanæ Cum Cruce.

La raffigurazione è tratta da un sigillo del comune medievale del XIII secolo. Il serto di fronde è mantenuto all'antica. Il motto didascalico (che significa "porta il leone il vessillo crociato di Messina") è posto su un nastro bifido d'argento con risvolto rosso.

Decreto di concessione: DCG 30 marzo 1927.
Dal 1933 al 1943 portò il "capo littorio" (v. tavola relativa).