Bandiere reali. L'arrivo
di nuovi
colonizzatori dopo il trattato di Waitangi, spinse molte tribù
maori alla ribellione e nel 1856 i capi tribù si accordarono per
unire le forze e per eleggere un re. Il primo re fu Potatau I, il
quale il 23 aprile 1857 alzò una bandiera reale. Si
trattava di un vessilloide composto di tre drappi su un unica asta. In
alto e in basso due bandiere bianco-rosse recanti la croce ispirata
dalla chiesa missionaria, tre piccole figure simboleggianti le isole
della Nuova Zelanda e le parole Kingi ("re") e Niutireni
("Nuova
Zelanda"). In posizione centrale un pennone celeste ancora con le tre
figure. La bandiera era considerata un mana (oggetto capace di
conferire una forza superiore), da opporre al mana britannico;
seguiva
sempre il re, anche nella tomba, per cui il re succeduto a Potatau,
Tawehiao, alzò nel 1861 il suo mana, bianco con bordo
rosso recante una croce azzurra e tre figure giallo-azzurre per
le tre
isole.



Bandiere da guerra. I maori avevano una speciale predilezione per le
bandiere. Ogni capo guerriero ne aveva una e le cambiava spesso. Ne
riportiamo tre a titolo di esempio. La prima ricalcava il modello delle
bandiere reali; appartenne a Peheituroha, gran capo dei Wanganui, che
malvolentieri aveva firmato il trattato di Waitangi, e fu catturata nel
1864. La seconda, molto nota, fu anch'essa catturata nel 1864. Era
rossa, colore prediletto dai maori, con simboli bianchi: una croce, una
lunetta, rappresentante forse un boomerang, e una stella a quattro
punte. La terza appartenne a un altro famoso capo ribelle, Te Kooti, e
risale al 1870; mostra tre stelle a quattro punte per le isole
neozelandesi e porta nel cantone un simbolo che ricorda l'
Union Flag.