NUOVA ZELANDA - Bandiera reale

© Roberto Breschi

New Zealand, Aotearoa, dal 1962






Bandiera di Elisabetta II come sovrana della Nuova Zelanda, adottata il 25 agosto 1962, in vigore dall'11 ottobre successivo. Armeggiata, riproduce lo scudo dello stemma di stato adottato il 26 agosto 1911, con l'aggiunta del monogramma della regina al centro. Oltre alla Croce del Sud, sono rappresentati i simboli delle principali attività economiche del paese: l'allevamento (il vello d'oro), l'agricoltura (il covone), l'industria estrattiva (gli arnesi da minatore), la navigazione (i velieri). Proporzioni ufficiali 17/19, talora anche 1/2.


Bibliografia
Archivio CISV, scheda 165 - Opere a carattere generale


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NUOVA ZELANDA - Alcune bandiere maori

© Roberto Breschi

Niu Tireni, Aotearoa, 1857-1872






Bandiere reali. L'arrivo di nuovi colonizzatori dopo il trattato di Waitangi, spinse molte tribù maori alla ribellione e nel 1856 i capi tribù si accordarono per unire le forze e per eleggere un re. Il primo re fu Potatau I, il quale il 23 aprile 1857 alzò una  bandiera reale. Si trattava di un vessilloide composto di tre drappi su un unica asta. In alto e in basso due bandiere bianco-rosse recanti la croce ispirata dalla chiesa missionaria, tre piccole figure simboleggianti le isole della Nuova Zelanda e le parole Kingi ("re") e Niutireni ("Nuova Zelanda"). In posizione centrale un pennone celeste ancora con le tre figure. La bandiera era considerata un mana (oggetto capace di conferire una forza superiore), da opporre al mana britannico; seguiva sempre il re, anche nella tomba, per cui il re succeduto a Potatau, Tawehiao, alzò nel 1861 il suo mana, bianco con bordo rosso recante una croce azzurra  e tre figure giallo-azzurre per le tre isole.









Bandiere da guerra. I maori avevano una speciale predilezione per le bandiere. Ogni capo guerriero ne aveva una e le cambiava spesso. Ne riportiamo tre a titolo di esempio. La prima ricalcava il modello delle bandiere reali; appartenne a Peheituroha, gran capo dei Wanganui, che malvolentieri aveva firmato il trattato di Waitangi, e fu catturata nel 1864. La seconda, molto nota, fu anch'essa catturata nel 1864. Era rossa, colore prediletto dai maori, con simboli bianchi: una croce, una lunetta, rappresentante forse un boomerang, e una stella a quattro punte. La terza appartenne a un altro famoso capo ribelle, Te Kooti, e risale al 1870; mostra tre stelle a quattro punte per le isole neozelandesi e porta nel cantone un simbolo che ricorda l'Union Flag.


Unione delle Tribù Maori, Te Kotahitanga o Aotearoa, dal 1991



Bandiera nazionale dei maori per Aotearoa, “il paese delle lunghe nubi bianche”, come essi chiamano la Nuova Zelanda. In uso dal 1991, è stata in pratica resa ufficiale il 14 dicembre 2009, avendone il primo ministro neozelandese autorizzato l'esposizione sui palazzi pubblici nella giornata delle celebrazioni del trattato di Waitangi. Proporzioni 2/3 o 3/5. I colori sono legati all’interpretazione maori dell’universo. Il nero rappresenta l’oscurità informe dell’energia potenziale (te Korekore) da cui è scaturita la terra. Il rosso simboleggia le forze attive (te Whei Ao) che generano e sostengono tutte le forme vitali. Il bianco sta per il mondo reale e la luce (te Ao Marama). Il motivo a spirale che coinvolge i tre colori contiene il concetto di equilibrio tra le forze della natura ed esprime graficamente il termine te Kotahitanga, che significa “unità”.


Bibliografia
An Encyclopedia of N.Z., 1966 - Vexilla Italica 3, 1974 -  Flag Bull., 106, 1984 - Archivio personale


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