ITALIA - Capitale e città principali

© Roberto Breschi
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Indice alfabetico - Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Foggia, Genova, Livorno, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Taranto, Torino, Trieste, Venezia, Verona

La stragrande maggioranza degli oltre 8000 comuni italiani - i più importanti dei quali si fregiano del titolo di "città" -  posseggono uno stemma e un gonfalone. Tali simboli sono di solito deliberati dalle amministrazioni locali ma può essere richiesta l'approvazione ufficiale dello Stato che si concretizza con il decreto di concessione (o di riconoscimento) del Presidente della Repubblica. In questo caso lo stemma e il gonfalone devono rispondere a precise caratteristiche definite per legge. In alcuni casi, i simboli civici, per il loro valore storico, possono essere riconosciuti motu proprio dal Presidente della Repubblica.
I comuni dotati di bandiera sono una minoranza, ma il loro numero è in rapida crescita. Le bandiere sono in genere scelte, approvate e rese ufficiali con delibere dell'ente periferico e, anzi, in molti casi non sono nemmeno deliberate, essendo il loro uso radicato nelle tradizioni locali. Ciò comporta che spesso forma e disegno siano descritti in modo approssimato con conseguente presenza di versioni differenti. Tuttavia anche per la bandiera può essere richesta l'approvazione dello Stato; la procedura è la stessa degli altri simboli.
Sono qui riportate le bandiere delle città italiane con almeno 150mila abitanti.

Bibliografia generale - "Vexilla Italica", numeri vari (v. indicazione città per città) - Stemmi antichi e moderni delle Province, dei Capoluoghi di Provincia e delle Regioni d'Italia, CISV, 1985 - Siti  istituzionali - Documentazione fotografica.


ROMA





Bandiera di Roma, rosso porpora e giallo ocra, colori di antica origine bizantina, con o senza stemma. Fu introdotta probabilmente nel 1870, anno dell'unione all'Italia. Verso il 1884 fu determinato lo stemma ufficiale; la scelta del disegno fu ispirata dalla più antica rappresentazione esistente dell'arma della città, scolpita su pietra e risalente al XIV secolo; i colori furono gli stessi della bandiera: di porpora alla croce greca d'oro in capo a destra seguita a scalare dalle lettere capitali d'oro SPQR (Senatus PopolusQue Romanus), sigla che appare in iscrizioni già nel 1144; corona a fioroni. Fu riconosciuto motu proprio dal governo il 26 agosto 1927. Nel 2004 il disegno dello stemma ha subito alcuni ritocchi e quest'ultima versione è l'unica ufficiale per tutti gli usi.



Bandiera in uso fino al 2004, recante al centro uno stemma in stile barocco, con cornice a cartoccio e corona a fioroni, di forma piuttosto variabile. Era esposta di solito sul Palazzo Senatorio, sede di rappresentanza del comune di Roma in piazza del Campidoglio. Sono note bandiere con stemmi anche più complicati di quello qui rappresentato, ripresi da esemplari scultorei.



Bandiera tradizionale. Vessillo armeggiato, porpora con la crocetta e le lettere SPQR giallo-oro in banda "scalinate" direttamente sul campo. Oggi purtroppo non più in uso, fu sempre l'elegante bandiera della città, riportata fin dalle antiche cronache miniate medievali. Ripristinarla come bandiera civica sarebbe operazione opportuna e meritoria. (Vexilla Italica, 2, 1989; 1, 1990; 1 (59), 2005)


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NAPOLI



Bandiera di Napoli, capoluogo campano e terza città italiana per numero di abitanti. Drappo giallo-rosso diviso verticalmente; i colori sono gli stessi dello stemma che però è troncato d'oro e di rosso (decreto di riconoscimento del 13 gennaio 1941). La bandiera è di origine antichissima, apparendo in un codice miniato (Regia Carmina) databile intorno al 1330. I colori sono di derivazione angioina. Il gonfalone, come lo stemma che porta al centro, è giallo su rosso. (Vexilla Italica 2, 1986; 1 (59), 2005)


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BARI



Bandiera del capoluogo pugliese, adottata in epoca imprecisata. Proporzioni 2/3. Corrisponde allo stemma, partito d'argento e di rosso, esempio della tipica essenzialità dell'araldica italiana delle origini. I colori non hanno apparentemente alcuna relazione con le vicende storiche della città e non si hanno notizie sul loro significato, sebbene di solito la tradizione popolare veda il simbolo della fede nel bianco e il sangue versato dai martiri per difenderla nel rosso. Anche il gonfalone (riconosciuto l'8 giugno 1935) ha i medesimi colori. (Vexilla Italica, 2, 1975)


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TARANTO



Bandiera di Taranto, seconda città della Puglia sulla costa dell'ominimo golfo, rosso-azzurra, caricata dello stemma civico limitato allo scudo. Lo stemma, riconosciuto ufficialmente il 20 dicembre 1935, raffigura il mitico fondatore della città, il dio Taras, figlio di Poseidone, nell'atto di cavalcare un delfino impugnando il tridente. In capo, il nome della divinità in caratteri greci e una conchiglia, il tutto d'oro in campo rosso. La conchiglia è un pettine di Venere (Murex pecten) ed è in relazione sia al culto di Venere sia alla produzione di porpora per cui Taranto era famosa nell'antichità. La conchiglia e il dio sul delfino erano anche su monete tarantine e della Magna Grecia. Talora si espone la bandiera priva di stemma.


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FOGGIA



Bandiera di Fovggia, città della Puglia settentrionale, azzurro-rossa caricata dello stemma civico. Pare che la prima rappresentazione dello stemma sia un disegno a inchiostro della città in fiamme sulle acque, databile intorno al 1580; qualche decennio più tardi il disegno si assesta all'inciìrca nell'aspetto attuale. Il simbolismo è alquanto misterioso e nessuna delle interpretazioni avanzate sembra soddisfacente; si ritiene che si alluda a fattori geo-climatici (la città sorge al centro del Tavoliere, zona anticamente paludosa e dal clima "infuocato"), oppure ci si collega al ritrovamento di una preziosa icona, miracolosamente segnalata da tre fiamme. Anche i colori del drappo sono associati all'acqua e al fuoco.


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REGGIO CALABRIA



Bandiera di Reggio, prima città della Calabria per popolazione. Drappo cremisi con lo stemma civico riconosciuto il 22 dicembre 1934. Sul fondo azzurro sono raffigurati san Giorgio che uccide il drago e una fanciulla in abiti regali in preghiera sotto raggi di luce, il tutto in oro. La scena celebra la devozione al santo e i privilegi concessi alla città dalla regina Giovanna (XIV secolo), anch'essa devota a san Giorgio. Intorno allo scudo sormontato da corona aragonese, il motto Urbs Rhegina nobilis insignis fidelissima provinciae prima mater et caput, "urbe Regina nobile insigne fedelissima prima madre e capitale della provincia". Il color cremisi del drappo deriva da un vessillo che, a partire da circa il 1500, veniva innalzato in occasione della grande fiera del 15 agosto, presso il quale sedevano tre "sindaci" che sorvegliavano la correttezza dei traffici delle mercanzie; esso portava le armi reali da un lato e quelle della città dall'altro.


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PALERMO





Bandiera della capitale siciliana, simile a quella della Regione Sicilia, ma con diversa disposizione dei colori. La bandiera esposta sul Palazzo Pretorio, il municipio, è priva di stemma. Sono state tuttavia osservate versione con al centro stemmi di aspetto variabile; ad esempio, intorno agli anni '50 o '60 del secolo scorso la bandiera recava lo stemma civico nel disegno come da decreto di riconoscimento del 18 maggio 1942. (M. Dalceri, in litteris)



Bandiera della capitale siciliana, non ufficiale. Armeggiata, riproduce lo stemma, di rosso scuro all'aquila romana d'oro, tenente un cartiglio con le iniziali SPQP. Usata per lo più come bandiera "da finestra". L'aquila avrebbe origini antichissime, databili al XII secolo o addirittura romane; più realisticamente sarebbe stata introdotta verso il XV secolo, presa dalle armi di un quartiere della città. Il disegno è cambiato molte volte; la versione moderna è del 30 dicembre 1999.


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CATANIA






Bandiera di Catania, seconda città siciliana per popolazione, in uso da epoca imprecisata. Di rosso e di azzurro, diivisa verticalmente, trae i colori dallo stemma che occasionalmente appare al centro del drappo. Lo stemma - d'azzurro all'elefante di rosso, sormontato dalla lettera maiuscola A di rosso, con cornice a cartoccio e corona aragonese, con al disotto la sigla S.P.Q.C. - fu ufficialmente riconosciuto l'11 agosto 1934. L'elefante, simbolo di forza e saggezza, è una sorta di figura parlante, perché Catania era chiamata nel medioevo "la città dell'elefante". La lettera A ha una simbologia variabile. Può significare Atena (la dea della saggezza appariva sulla vecchia versione dello stemma), oppure sant'Agata, patrona della città. (Vexilla Italica, 1, 1994)


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MESSINA



Bandiera della città di Messina, sulla sponda siciliana dell'omonimo stretto, in uso probabilmente dal XIII secolo. Deriverebbe dal vessillo di Costantinopoli (di porpora alla croce d'oro accantonata da quattro B). Secondo una teoria piuttosto improbabile la bandiera risalirebbe addirittura al 407, donata alla città dall'imperatore romano d'Oriente Accadio, per l'aiuto ricevuto dalle galee messinesi durante l'assedio di Tessalonica. Corrisponde allo stemma, tardivamente riconosciuto il 1° maggio 1942. (Vexilla Italica, 1, 1988)


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