© Roberto Breschi
Sommario. Primi fra gli europei, i portoghesi
si insediarono nel 1448 sulle coste atlantiche della Mauritania; in seguito
ne arrivarono altri, francesi e inglesi in particolare. Le zone interne
erano invece dominio dei berberi ai quali si aggiunsero gli arabi nel
XVI secolo. Tutta la regione divenne in seguito, non senza contrasti,
area d’influenza della Francia che nel 1920 vi costituì una colonia
inserita nell’Africa Occidentale Francese. Territorio d’oltremare nel
1946, raggiunse l’autonomia nel 1958 e due anni dopo divenne una repubblica
indipendente.
Repubblica Islamica di Mauritania, Al-Jamhuriya al-Islamiya
al Muritaniya, dal 1959
Bandiera valida per tutti gli usi, adottata con
l’approvazione della costituzione il 22 marzo 1959 e ufficiale dal 1°
aprile successivo, confermata il 28 novembre 1960 con la proclamazione della
repubblica islamica indipendente. Proporzioni 2/3. Di evidente ispirazione
islamica.
Bibliografia
Archivio CISV, scheda 83
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Sommario. Centro di un antico e potente
impero, decaduto nel XV secolo e diviso in vari regni indigeni, il Mali
subì verso il 1850 la penetrazione francese, dopo che una serie di
esploratori avevano aperto la strada verso l’interno. I francesi incontrarono
tuttavia una strenua resistenza e completarono la conquista soltanto nel
1899. Dopo diverse sistemazioni amministrative, il Mali ottenne nel 1958
lo status di repubblica autonoma; nel 1959 formò una federazione
con il Senegal che raggiunse la piena indipendenza nel 1960. Nello stesso
anno la federazione si sciolse.
Federazione del Mali, Fédération du Mali,
1959-1960
Repubblica Sudanese, République du Sudan, 1960
Repubblica del Mali, République du Mali, 1960-1961
Bandiera di impiego generale, adottata il 17 gennaio
1959 dalla Federazione del Mali, costituitasi nella stessa data e comprendente
il Sudan ex francese e il Senegal (e per
poche settimane anche Dahomey e Alto Volta) e indipendente dal 20 giugno
1960. Sciolta la federazione (20 agosto 1960), la bandiera restò
in uso per la repubblica del Sudan, che dal 22 settembre prese il nome di
Mali. Modificata il 20 gennaio 1961. Tricolore panafricano con al centro
la sagoma in nero di una figura umana: trattasi del kanaga - parola
che significa “vita dal mondo” - simbolo basilare della religione dell’etnia
originaria (dogon), che poneva l’uomo al centro dell’universo.
Repubblica del Mali, République du Mali, dal 1961
Bandiera nazionale e di stato, adottata con la
costituzione del 20 gennaio 1961 e in vigore dal 1° marzo successivo.
Il kanaga, “ideogramma” dell’uomo, fu eliminato dalla bandiera sia
perché contrario ai principi islamici della maggioranza della popolazione,
che vietano la rappresentazione della figura umana, sia perché banalizzato,
e anche ridicolizzato, in molti paesi non africani, incapaci di comprenderne
il senso filosofico.
Bibliografia
Vexillinfo, 81, 1987 - Archivio CISV, scheda 84
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Sommario. Nel corso dei secoli la regione
comprendente una vasta area sahariana interna e il tratto mediano del fiume
Niger fu parte di potenti imperi indigeni, Kanem, Mali, Songhai, e cadde
infine sotto la tirannia del predone Rabah Zubair. A costui si opposero
i francesi, i quali occuparono il paese e, ucciso Rabah nel 1900, stabilirono
il protettorato sul Niger. Colonia separata nel 1922, divenne repubblica
autonoma nel 1958 e, dopo un tentativo di formare una federazione con Alto
Volta, Dahomey e Costa d’Avorio (Unione del Sahel-Benin), raggiunse l’indipendenza
nel 1960.
Repubblica del Niger, République du Niger,
dal 1959
Bandiera valida per tutti gli impieghi, adottata
il 23 novembre 1959, ancor prima del conseguimento della completa indipendenza
(3 agosto 1960). Proporzioni 6/7. I colori ocra-arancio e verde riflettono
la posizione geografica del paese, posto tra le sabbie del Sahara e la pianura
verdeggiante del fiume Niger. La striscia bianca simboleggia la purezza
e il disco su di essa rappresenta il sole.
Bibliografia
Vexillinfo, 80, 1987
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Sommario. Il territorio dell’alto bacino
del fiume Volta comprendeva numerose etnie organizzate in vari regni Mossi
- il principale dei quali era quello di Uagadugu - quando la Francia, mediante
una serie di trattati, pose la regione sotto il suo protettorato (1894-96).
Dopo essere stato aggregato ad altre unità amministrative, divenne
nel 1947 una provincia a sé stante dell’Africa Occidentale Francese
col nome di Alto Volta. Repubblica autonoma nel 1958, indipendente nel
1960. Nel 1983, in seguito a un colpo di stato, il nome della repubblica
fu cambiato in Burkina Faso che significa “paese degli uomini”.
Repubblica dell'Alto Volta, Haute-Volta, République
de Haute-Volta, 1959-1984
Bandiera nazionale e di stato adottata il 9 dicembre
1959, ancor prima dell’indipendenza (5 agosto 1960). Sostituita il 4 agosto
1984, in concomitanza con il cambio del nome in Burkina Faso. Colori tradizionali
dei Mossi; essi alludevano anche ai tre rami del fiume Volta che attraversano
il paese a ovest (il Volta Nero), al centro (il Volta Rosso) e a est (il
Volta Bianco).
Repubblica del Burkina, Burkina Faso,
dal 1984
Bandiera nazionale e di stato decisa il 2 agosto
1984 e adottata ufficialmente il 4 agosto. Il rosso sta per la rivoluzione
e il verde per le risorse dell’agricoltura. Con il giallo della stella,
si completa la terna dei colori panafricani.
Bibliografia
Flag Bull., 108, 1984 - Archivio CISV, scheda
94
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